lunedì 3 marzo 2014

Ucraina, ultimatum della Russia ai militari in Crimea.Mosca agli Usa: "Da Kerry minacce inaccettabili"

Ucraina, ultimatum della Russia ai militari in Crimea.Mosca agli Usa: "Da Kerry minacce inaccettabili"

Domenica 2 Marzo 2014

KIEV - L'Ucraina rischia di frantumarsi. La Crimea è già in mano alla Russia, e la rivolta filo-Mosca dilaga in tutto l'est: dalla capitale economica del Paese, Donetsk, a Odessa. Le unita militari ucraine nella penisola sono circondate da soldati di Mosca e il ministero della Difesa di Kiev paventa addirittura un ultimatum entro le 5 del mattino, anche se il comando della flotta russa del Mar Nero smentisce come una totale assurdita il timore di un assalto. Nelle regioni russofone dell'Ucraina orientale e di quella meridionale e comunque la piazza a muoversi in favore del Cremlino, mentre su alcuni palazzi del potere locale sventolano gia i colori russi. A Donetsk, importante citta del bacino minerario del Donbass, al confine con la Russia, migliaia di sostenitori del Cremlino sono scesi in piazza contro la nomina a governatore dell'influente oligarca Serghii Taruta decisa da Kiev e in centinaia hanno fatto irruzione nella sede del governo regionale occupandone alcuni piani. Non solo, ma il parlamento locale sembra voler seguire le orme della Crimea, dove il premier locale ha invocato stasera apertamente la piena indipendenza dall'Ucraina, annunciando di voler convocare a sua volta un referendum sullo status della regione: e intanto il potere di fatto da quelle parti appare nelle mani di Pavel Gubarev, il 'comandante degli insorti locali, eletto governatore due giorni fa dai filorussi. Imponenti manifestazioni a favore della Russia si sono svolte anche a Dnipropetrovsk, nella terra d'origine della pasionaria Iulia Timoshenko, e a Odessa. Nella storica citta portuale sul Mar Nero centinaia di persone sono peraltro scese in piazza in favore del nuovo governo ucraino, lo stesso che il Cremlino accusa di estremismo e che non ritiene legittimo. Ma anche sul palazzo del Consiglio regionale di Odessa adesso sventola la bandiera russa: circa 700 manifestanti pro-Mosca hanno fatto irruzione nell'edificio mentre era in corso una riunione di emergenza, anche se li il Consiglio regionale si e rifiutato di indire un referendum autonomista. Frattanto, mentre il premier di Kiev Arseni Iatseniuk tuona che l'Ucraina non cedera mai la Crimea e che alle truppe russe non sara permesso di fare irruzione nelle regioni orientali, i soldati del Cremlino continuano a sbarcare in massa nella penisola russofona. Secondo le guardie di frontiera ucraine, tra domenica e lunedi sono atterrati in Crimea 10 elicotteri da combattimento e otto aerei da trasporto, senza che Kiev fosse informata con 72 ore di anticipo, come previsto dall'accordo bilaterale sulla flotta russa del Mar Nero di stanza a Sebastopoli. E proprio in questa citta dal primo marzo sarebbero arrivate quattro navi militari russe per lo sbarco di truppe. I venti di guerra, insomma, si fanno sempre piu impetuosi e i mercati lo percepiscono. Le borse, arrivate la scorsa settimana ai massimi degli ultimi anni, sono andate a picco, mentre gli investitori cercano porti sicuri e si rifugiano nell'oro, nello yen e nel franco svizzero. Ma la prima economia a risentire negativamente della crisi ucraina e proprio quella russa: la Borsa di Mosca oggi ha registrato una caduta di oltre il 10% con il rublo ai minimi storici che ha superato i 50 rubli per un euro malgrado l'intervento della banca centrale. In Crimea la Russia comunque la fa da padrone. Nonostante l'ex premier ucraina Iulia Timoshenko abbia lanciato un avvertimento a Mosca - affermando che con l'occupazione della Crimea la Russia ha dichiarato guerra anche ai garanti della nostra sicurezza, Usa e Gran Bretagna - per ora non sembra che l'Occidente abbia intenzione di impegnarsi in un conflitto che potrebbe avere conseguenze atroci. Per il momento la risposta piu forte all'azione militare russa da parte della comunita internazionale e il possibile boicottaggio del G8 di giugno a Sochi, anche se Germania e Italia frenano. Dalla Casa Bianca, Barack Obama parla comunque di misure economiche per isolare Mosca e accusa Putin di essere dal lato sbagliato della storia. Intanto l'Europa minaccia conseguenze sui rapporti bilaterali se non ci saranno passi di de-escalation da parte della Russia. E domani il capo della diplomazia di Bruxelles, Catherine Ashton, incontrera il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov a Madrid. L'ITALIA VUOLE IL DIALOGO Sulla situazione in Ucraina, l'Italia e e resta totalmente in linea con gli altri paesi occidentali, e ancorata agli alleati transatlantici e si allinea ai partner del G7. Ma non lascia niente di intentato, sottolinea il premier Matteo Renzi, per continuare la via del dialogo. Roma si e associata ai 'Grandi nel condannare la chiara violazione della Russia della sovranita e integrita territoriale dell'Ucraina. E - dopo gli annunci di ieri di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti - nel sospendere la partecipazione alla preparazione del G8 di giugno a Sochi, come certifica una nota congiunta firmata dai sette leader e diffusa nella notte dalla Casa Bianca. Una nota unanime e frutto di un lavoro condiviso che, ha sottolineato il ministro degli Esteri Federica Mogherini, non parla di boicottaggio del G8 russo. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - dopo un lungo colloquio con Renzi sulla crisi - ha spiegato che il governo ha assunto una posizione molto attenta a tutti gli aspetti e ai rischi della situazione, trovando importanti convergenze soprattutto con la Germania. Di fronte alla linea dura dei 'falchi anche in Europa, Roma non intende infatti rinunciare ai tentativi diplomatici in campo, in primo luogo quello della cancelliera Angela Merkel che ha ottenuto dal presidente russo Vladimir Putin il si a un gruppo di contatto di Ue-Onu-Osce per iniziare un dialogo. Arrivando al Consiglio Esteri straordinario a Bruxelles, anche Mogherini ha ribadito che l'Italia sta provando a tenere aperta la via del dialogo e a garantire una soluzione politica. E che solo giovedi, al vertice dei leader dei 28 dedicato alla crisi ucraina, si decideranno possibili misure mirate. La forza del messaggio non e nell'alzare i toni, ma nel parlare tutti con una voce sola, anche in ambito G7 e Nato, ha poi aggiunto. A meta pomeriggio, Palazzo Chigi si e pero trovato costretto a ribadire in una nota che l'Italia e e resta totalmente in linea con gli altri paesi occidentali. Al riguardo - prosegue il comunicato - fanno fede le posizioni espresse dal Presidente del Consiglio e dal ministro degli Esteri con note e comunicati ufficiali. Fonti diplomatiche avevano infatti messo in dubbio la volonta dell'Italia di sospendere i lavori preparatori di Sochi, sottolineando che il ricorso al blocco dovrebbe essere l'ultima risorsa possibile, da valutare in base agli sviluppi sul terreno. Una notizia subito rimbalzata anche su twitter e che ha trovato l'immediata risposta di Renzi: Ma seguire i comunicati stampa ufficiali del Governo, no? Quella e la posizione dell'Italia, ha cinguettato il presidente del Consiglio, facendo poi seguire la nota di Palazzo Chigi. In serata Mogherini ha precisato che il comunicato notturno del G7 non prevede il boicottaggio del G8 di Sochi a giugno, ma la sospensione degli incontri preparatori previsti in questi giorni. Una nota unanime, ha sottolineato, frutto di un lavoro fatto insieme e condiviso da tutti e sette i partner. Italia compresa.

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