
I benefici dello studio all’estero sono tantissimi. E sono trasversali. Ora lo afferma uno studio austriaco che analizza tutti gli aspetti dellaesperienza emette a confronto gli studenti che aderiscono ai programmi internazionali di scambio con quelli piA “stanziali”.
Studiare in un Paese straniero, per imparare una lingua, aprirsi la mente e imparare anche laarte di arrangiarsi: la ricerca ha voluto mostrare scientificamente come l’esperienza comporti un beneficio su vari piani che si traduce, nel corso degli anni, in un vantaggio competitivo, anche sul piano personale e non strettamente accademico.
L’indagine A stata condotta dalla Johannes Kepler UniversitAtAdi LinzAed A stata commissionata dal LandAdell’Alta Austria che ha finanziato l’omonimo programma internazionale che in un arco di tempo di 14 anni ha supportato circa 6 mila studenti offrendo loro complessivamente una cifra di quasi 6 milioni di dollari.
La ricerca ha esaminato la situazione di 540 studenti con unaesperienza di studio allaestero comparandola a un campione di controllo senza questo tipo di esperienza, arrivando alla conclusione per nulla sorprendente che lo scambio internazionale favorisce le competenze linguistiche, accresce una formazione internazionale e una propensione a lavorare allaestero e contribuisce alla formazione della persona a tutto tondo.
Se sperimentata in unaetA precoce, una lunga esperienza di studio allaestero puA anche avere un conto da pagare, ma alla fine ne vale la pena. “Lasciarmi alle spalle il mio primo ragazzo all’epoca fu una tragedia. Mia madre mi racconta ancora la scena che ho fatto perchA non volevo piA salire sul treno”, racconta Allegra Quaranta, exchange student negli Stati Uniti in quarta liceo. “Lo shock vero in realtA A stato dopo perA, non tanto all’arrivo in America, ma al rientro in Italia un anno dopo. Ero molto cambiata, piA forte e fragile allo stesso tempo, vegetariana e coi peli sulle gambe…”.
Aggiunge Allegra: “A un’esperienza che comunque consiglierei a tutti: con i suoi pregi e difetti, A una finestra nel cervello che ti apre una visione preziosa sulla vastitA del mondo fuori. E l’inglese mi servirA per tutta la vita”.
Il primo risultato A ovvio: uno scatto fondamentale nella lingua straniera. Ma dopo unaesperienza del genere lo studente A molto piA portato ad accettare un impiego fuori dal proprio Paese, con minori esitazioni e paure, cogliendo le opportunitA che gli si presentano in maniera tempestiva, serena e totale.
Laaspetto piA interessante riguarda le competenze sociali e interculturali. Quei valori a cui fanno riferimento le nuove direttive europee trovano piena realizzazione in questo bacino di studenti amobilia che si dimostrano piA pronti ad acquisire un atteggiamento di apertura e curiositA per tutta la vita (lifelong learning), nel capire il punto di vista altrui, nel rapportarsi con culture differenti, nellaacquisire un pensiero complesso e un sapere non parcellizzato, nello spendere le proprie conoscenze e nellaottimizzare le proprie risorse personali.A
E tutto questo sembra anche tradursi in una maggiore competitivitA nel mondo del lavoro, specialmente nel medio periodo. Ea dimostrato infatti che dopo circa 5 anni dalla laurea gli exchange student possono arrivare a guadagnare fino a 1.200 euro mensili in piA rispetto a chi A rimasto dentro ai confini nazionali. Ma attenzione: perchA un soggiorno di studio all’estero dia i suoi frutti, deve durare sui 12 mesi, mentre al di sotto dei sei mesi i benefici sono marginali.