
Domenica 4 Maggio 2014
ROMA - La mamma: "Ciro si è svegliato dal coma". Ciro Esposito, 30 anni, il tifoso napoletano ferito ieri prima della finale di Coppa Italia, è ancora in sala di rianimazione ma si sarebbe risvegliato dal coma farmacologico: "Ciro si è svegliato. Andiamo cauti ma ci hanno detto che si è svegliato". Lo ha detto Antonella Leardi, la madre di Ciro Esposito il tifoso del Napoli ferito ieri. «Un agente ci ha detto che è vigile», ha riferito una zia del ragazzo. «Si vede uno squarcio di luce», dice uno zio davanti al Policlinico Gemelli. QUESTORE: "NESSUNA TRATTATIVA CON ULTRAS" Non c'e stata alcuna trattativa con gli ultras del Napoli. Mai pensato di non far giocare la partita. Lo ha detto il questore di Roma Massimo Mazza, spiegando che e stato solo accordato al capitano del Napoli di informare i tifosi, su richiesta di questi, sulle condizioni di salute del ferito. Il video: DIGOS: "DINAMICA FOLLE, ULTRA HA SPARATO" La dinamica di quanto accaduto ieri a Roma e tanto semplice quanto folle. A sparare contro i tifosi napoletani e stato l'ultras della ROma, Davide De Santis, che ha prima provocato i supporter partenopei, poi, vistosi circondato ha sparato contro di loro 4 colpi di arma da fuoco. Lo ha detto Diego Parente, capo della Digos. var id=68903 La dinamica di quanto accaduto ieri a Roma e tanto semplice quanto folle. A sparare contro i tifosi napoletani e stato l'ultras della ROma, Davide De Santis, che ha prima provocato i supporter partenopei, poi, vistosi circondato ha sparato contro di loro 4 colpi di arma da fuoco. Lo ha detto Diego Parente, capo della Digos. Ciro Esposito e stato colpito sotto l'ascella e ha avuto una lesione al polmone e alla quinta vertebra. All'ospedale Gemelli dove e ricoverato gia da ieri sera sono arrivati numerosi parenti dopo essere stati, in questa via crucis del dolore, a Villa San Pietro, la struttura sanitaria dove e stato inizialmente portato il ferito. Ore di angoscia per il padre Giovanni e per i due fratelli di Ciro, Pasquale e Michele, e per la fidanzata Simona Rainone. Il ragazzo lavora nell'autolavaggio di famiglia, nel quartiere di Scampia, alla periferia nord di Napoli. A raccontare le concitate sequenze dell'aggresione a Saxa Rubra e il cugino di Ciro, Domenico Pinto, anche lui 30enne. Dice Mimmo: "Eravamo arrivati a Roma con due auto, con un gruppo di amici che solitamente segue le trasferte del Napoli. Siamo stati anche a Liverpool e Manchester. Eravamo in dieci, abbiamo parcheggiato seguendo i percorsi obbligati. Ci stavamo avviano a piedi verso lo stadio. Per noi doveva essere una festa, avevamo con noi anche i casatielli e la frittata di maccheroni, quando da un vivaio e uscito un energumeno che, quando ha capito che eravamo tifosi del Napoli, ha cominciato anche a sparare". A Domenico le parole si strozzano in gola e la rabbia lo fa andare avanti con lentezza: "Ciro e caduto subito a terra e ha detto: "Mi hanno ferito al petto". Poi ha perso conoscenza, hanno cercato di rianimarlo mentre aspettavamo l'arrivo dell'ambulanza che si e fatta viva solo dopo molto tempo. Io ho cercato di entrare nell'ambulanza, ci hanno allontanati e tenuto all'oscuro di ogni notizia". Il padre Giovanni rincara la dose: "Sono stato avvertito da mio nipote e mi sono precipitato subito a Roma. Pensavo che mio figlio fosse solo ferito alla mano. Invece sta lottando per la vita. Siamo qui al pronto soccorso e abbiamo passato la notte di angoscia in questa sala d'attesa senza che nessuno dalla Questura ci comunicasse ufficialmente cosa era successo e cosa stava accadendo". Nello stesso ospedale e ricoverato anche l'ultra che ha sparato. I COMMENTI SU FACEBOOKPubblicazione di Leggo - Il sito ufficiale.