
Sandra Yura, invece, fa eccezione. E accaduto nell’ottobre del 2012, quando la Guardia di Finanza di Salo, dove allora abitava la bella brasiliana, e entrata a casa sua e ha redatto un verbale di contestazione nei suoi confronti. Un’ispezione ai fini di ricerca, prevenzione e repressione delle violazioni in materia di entrate, nonche ai fini dell’accertamento delle imposte dovute dirette e Iva per il periodo dal 2008 al 2011. Sandra Yura, di fronte alle divise, non ha avuto problemi. Ho mostrato spontaneamente la documentazione in mio possesso e ho dichiarato di fare la escort. Dal suo computer sono spuntati dei file da cui si poteva rilevare l’esistenza di tre siti internet sui quali venivano pubblicizzati vari servizi e prestazioni con relative tariffe. Tanto e bastato per fare scattare l’indagine e ricostruire il volume d’affari. I militari delle Fiamme Gialle hanno incrociato le dichiarazioni della donna con i risultati delle verifiche e hanno fatto Bingo: S.R avrebbe esercitato esclusivamente, in modo abituale e continuativo, l’attivita di escort. Pertanto, gli utili prodotti sarebbero da ricomprendere tra le attivita di lavoro autonomo, con conseguenza che i ricavi sono assoggettabili ai fini delle imposte dirette e dell’Iva. E, a tal proposito, ci sono gia state sentenze di Cassazione nel 2013 che vanno in questo senso. Considerato che la mia assistita - spiega l’avvocato Francesca Staurenghi, del Foro di Brescia - ha omesso di presentare la dichiarazione del Modello Unico Persone Fisiche per gli anni 2008-2011, l’Agenzia delle Entrate ha proceduto all’accertamento induttivo del reddito del lavoro autonomo della ditta individuale S.R. Si proprio cosi, definita ditta individuale. E nel dicembre 2013 sono stati notificati alla mia assistita quattro avvisi di accertamento per Irpef, Iva, Irap, Inps, oltre a sanzioni e interessi per un ammontare di circa 50 mila euro. Se guardiamo tutti i siti di escort su Internet - dice Sandra Yura - io sono stata a dir poco sfortunata perche sono incappata in una verifica. Oppure, come sarebbe giusto, dovrebbero fare pagare le tasse a tutte quelle che fanno il mio mestiere. Si recupererebbero un sacco di soldi per la gioia delle casse dello Stato e dei tanti cittadini che da tempo chiedono che le prostitute paghino le tasse.