domenica 16 febbraio 2014

Il saluto ai ministri e poi la salita al Quirinale Letta si dimette : «Fatto il possibile»

Il saluto ai ministri e poi la salita al Quirinale Letta si dimette : «Fatto il possibile»

La nota ufficiale arriva alle 18.14: «A seguito delle decisioni assunte oggi dalla Direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volonta di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri». L’uscita di scena di Enrico Letta e la piu istituzionale possibile. Come aveva fatto capire prima della direzione del suo partito: se la decisione del Pd, dopo la replica di Matteo Renzi, fosse risultata «una sfiducia netta, chiara e inequivocabile» nei confronti della sua premiership, ne avrebbe preso atto. In direzione e accaduto proprio questo e cosi Enrico Letta venerdi pomeriggio salira al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani di Giorgio Napolitano. Prima di scendere lo scalone di Palazzo Chigi, pero, vuole salutare e ringraziare la sua squadra nel corso di un ultimo consiglio dei ministri, gia ufficialmente convocato per venerdi mattina. Il presidente del Consiglio, nel frattempo, aveva gia annullato i suoi impegni all’estero. Alle 21 circa Letta si lascia andare su Twitter: «Un grazie collettivo, ma non per questo meno sincero, per i tanti messaggi tw ricevuti in queste ore!».

«FATTO IL POSSIBILE» - L’amarezza e tanta, mista alla «serena convinzione di aver fatto in dieci mesi il massimo nelle difficili condizioni date». Scegliendo di disertare la direzione e di rinunciare a un successivo passaggio parlamentare, il premier ha evitato ulteriori spargimenti di sangue tra i democratici: «Il Pd e il partito che ho contribuito a fondare e, com’e noto, io non sono un appassionato di duelli…». Letta ha passato il pomeriggio a Palazzo Chigi con il portavoce Gianmarco Trevisi e la responsabile della comunicazione del governo Monica Nardi, poi si e chiuso nel suo studio assieme ad Angelino Alfano, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello. Grande assente Dario Franceschini, che prima di passare dalla parte di Renzi e stato l’uomo chiave del governo Letta.

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