giovedì 20 febbraio 2014

Ecco cosa succede nella testa di un jazzista

Ecco cosa succede nella testa di un jazzista

studio statunitense

Ecco cosa succede nella testa di un jazzista

Osservate le aree del cervello di alcuni musicisti attivate durante un’improvvisazione. La parte cerebrale interessata e la stessa che sovraintende al linguaggio parlato e alla sintassi

John Coltrane, uno dei piu grandi jazzisti della storiaChe cosa succede dentro il cervello di un jazzista, quando questi lancia a briglie sciolte la propria creativita e la propria tecnica nel corso di un’improvvisazione? Hanno provato a rispondere gli specialisti della John Hopkins University di Baltimora, monitorando grazie all’imaging a risonanza magnetica l’attivita cerebrale di alcuni musicisti coinvolti i una sperimentazione.

TRADING FOURS - Il cosiddetto trading fours (o chase) e una tecnica jazzistica di improvvisazione che prevede una sorta di botta e risposta, generalmente tra il pianista e il batterista, nel corso del quale ogni strumentista ha a disposizione quattro battute per replicare alla melodia proposta dall’altro. Ed e stato proprio durante un trading fours che gli scienziati americani hanno osservato quali aree cerebrali dei musicisti fossero maggiormente coinvolte. Allestendo sessioni di improvvisazione di dieci minuti ciascuna, hanno sottoposto a turno ciascuno degli undici jazzisti volontari (tutti esperti pianisti jazz di eta compresa tra i 25 e i 56 anni) alla risonanza magnetica. L’esaminato si sedeva all’interno dell’apparecchiatura per la risonanza con una tastiera elettronica (costruita appositamente senza parti metalliche che potessero inficiare l’attendibilita dell’esame) appoggiata sulle cosce, tenute sollevate da un cuscino. Dinanzi al volto del musicista venivano poi piazzati alcuni specchi, in modo che l’artista potesse controllare visivamente il posizionamento delle proprie dita sulla tastiera.

PAROLE E MUSICA - I risultati della ricerca americana, pubblicati su Plos One, indicano nelle aree deputate alla gestione del linguaggio parlato e della sintassi (il giro frontale inferiore e il giro postero-superiore temporale) quelle maggiormente attive durante le improvvisazioni. Risultano invece “disattivate” quelle porzioni del cervello (giro angolare e giro sopramarginale) normalmente dedite alle elaborazioni semantiche, vale a dire quella parte del nostro pensiero che guarda al significato delle parole e non alla fonetica o alla grammatica. Quando uno dei due musicisti attende il suo turno durante un’improvvisazione - sottolinea Charles Limb della John Hopkins University - sembra avvolto nei propri pensieri, ma in realta sta utilizzando le proprie aree sintattiche per elaborare cio che sta ascoltando e preparare la propria risposta suonando una serie di note inedite e mai provate prima.

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