domenica 3 agosto 2014

La carne alla brace aumenta il rischio di cancro

E’ una di quelle cose che si sa ampiamente, che ciclicamente viene ripetuta e che talvolta avvia buoni propositi da parte di chi ascolta.

Eppure, ciononostante, la carne continua a rappresentare un elemento abusato nella nostra dieta. Un abuso che, oltre a presentare problemi di ordine etico (allevamento intensivo), costituisce un pericolo per la nostra salute. Un pericolo quantificato con una certa precisione da piu studi medici: “la carne cotta alla brace aumenta il rischio di cancro al colon retto del 70 per cento. E dagli anni ’80 che e noto. Il secondo dato scientifico e che il grasso animale aumenta dell’30 per cento il rischio di tumore al seno”. A parlare, in un’interessante intervista a Giornalettismo, e Mario Pappagallo, giornalista scientifico del Corriere della sera e coautore con l’oncologo Umberto Veronesi di “Verso la scelta vegetariana”.

Ma niente estremismi, avverte l’autore, perche “siamo onnivori [...] abbiamo bisogno di tutto e ricordarci che pero siamo prevalentemente mangiatori di ortaggi”. Bisogna semplicemente stare attenti agli eccessi, a cui anche l’italiano si abbandona nonostante nella sua tradizione vi sia la ricchezza vegetale della dieta mediterranea. Contro la sua stessa tradizione, l’italiano tende sempre di piu a consumare carne una volta al giorno, attestandosi su un consumo di 800 grammi a settimana contro un fabbisogno al massimo di 450 grammi. Eppure, osserva ancora Pappagallo, e “risaputo che un’alimentazione ricca di frutta e verdure eviterebbe nel 20-33% dei casi un tumore al polmone, nel 66-75% un carcinoma gastrico, nel 33-50% un tumore al seno, nel 66-75% un tumore del colon e del retto”.

La stessa carne bianca, che per molti e sinonimo di magrezza – quasi a stabilire una parentela con il pesce piu che con la carne stessa – va in realta rivalutata in base all’estensione della pratica dell’allevamento in batteria. Pur continuando ad essere una qualita piu magra di carne, in realta non si discosta cosi tanto da quella rossa se si considera che i polli, ad esempio, non razzolano piu, ma sono costretti a stare fermi aumentando la propria massa grassa. Anche qui, dunque, alla crudelta della pratica si aggiunge un effetto dannoso sull’uomo.

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