mercoledì 2 luglio 2014

Lo sposa dopo essere stata picchiata ”L’ho denunciato ma ora lo amo. Il mio incubo e diventato il processo” – VIDEO

ANCONA – «L’ho denunciato, ma ora lo amo». Parla la donna di Fabriano (Ancona) che ha sposato il fidanzato dopo essere stata picchiata piu volte.

La donna teme ora il processo al marito, che lei non puo piu fermare. «Ho paura che una condanna possa danneggiare il mio rapporto con lui». Parla anche il marito sotto processo, che ammette il suo turbolento rapporto con la donna, ormai alle spalle: «Ho sbagliato e l’ho capito. Gli errori si possono sempre fare e il dialogo in una coppia serve proprio a questo. Noi abbiamo parlato e ci siamo buttati alle spalle il passato, come quando c’e una brutta giornata e poi esce il sole».

Il giovane fabrianese e sotto processo per aver picchiato la sua fidanzata che prima, nel giugno 2011, lo ha denunciato, e poi, il 15 settembre 2012, lo ha sposato. Oggi che sono marito e moglie, con due figli piccoli, loro malgrado devono affrontare un procedimento penale in cui lei e parte lesa e lui, difeso dall’avvocato Maurizio Benvenuto, imputato per maltrattamenti. Un vero paradosso giudiziario. Il processo infatti procede d’ufficio, nonostante la ragazza abbia gia ritirato la querela.

«Vivo questa situazione con rabbia perche nonostante si siano rimarginate le ferite e ci siamo sposati, la causa va avanti – racconta la ragazza – E un processo troppo pesante. Si sentono tanti casi di femminicidio e i processi si devono fare, ma la nostra e stata una fase, ci siamo sposati ed e tutto passato». E se oggi fa male ricordare quel periodo doloroso della loro vita, fa ancora piu male affrontare un processo che nessuno vuole. Tanto che dalle parole di entrambi emerge chiaramente la voglia di chiudere prima possibile la vicenda giudiziaria e continuare ad andare avanti con la vita. Loro hanno fatto un percorso e lo hanno fatto insieme perche, come dice lei, «tante volte era sbagliato anche il mio comportamento. Ma dopo un anno di percorso terapeutico tutto e cambiato in meglio».

Fatto sta che la macchina della giustizia deve fare il suo corso. Il giudice dovra comunque esprimersi su una serie di atti di violenza che vengono contestati a lui. In particolare quando, nel giugno 2012, fermi in una piazzola di sosta all’altezza di Jesi, l’uomo avrebbe trascinato la fidanzata fuori dall’auto prendendola per i capelli e l’avrebbe presa a schiaffi. Entrambi sono convinti di aver trovato in Francesca Grassi un giudice sensibile e comprensivo che capira la loro situazione. Ma resta la paura. Quella di perdere tutto per uno sbaglio, perdonato da chi aveva subito.

«Ho paura di essere condannato perche cosi perderei tutto quello che ho costruito. Ho sempre lavorato e ho due bambini. Non voglio perdere tutto questo» dice lui con la voce rotta di chi guarda al futuro con angoscia. Intanto il presente e fatto dalla loro coppia, un amore ritrovato e due bambini piccoli da crescere. E lei a confermalo: «Oggi le cose sono cambiate. Il matrimonio va che e un amore. Il problema e questo processo che non finisce mai. Spero che anche dalla mia testimonianza il giudice capisca che era solo una fase superata e che ora il nostro e un matrimonio felice».

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