giovedì 10 luglio 2014

Bocciata la proposta di legge per abolire Equitalia

AGGIORNAMENTO: La Camera dei deputati ha bocciato la proposta del Movimento 5 Stelle, accogliendo l’emendamento interamente soppressivo della proposta, a prima firma del deputato Pd Marco Causi.

A favore hanno votato in 271, 180 i contrari e 7 gli astenuti.

E in discussione alla Camera dei deputati la proposta di legge, avente come prima firmataria la deputata del Movimento 5 Stelle Azzurra Cancelleri, che mira alla “soppressione della societa Equitalia Spa e trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all’Agenzia delle entrate, nonche determinazione del limite massimo degli oneri a carico dei contribuenti nei procedimenti di riscossione”. Si tratta del tanto discusso disegno di legge per abolire Equitalia, presentato l’11 aprile alla Camera e discusso la scorsa settimana in Commissione Finanze. Una proposta intorno alla quale i parlamentari del Movimento 5 Stelle credono sia possibile costruire un’ampia maggioranza, anche in considerazione delle mezze aperture di parte della maggioranza di Governo e delle tante critiche all’istituto di riscossione diretto da Attilio Befera.
Perche abolire Equitalia

Nella relazione introduttiva alla proposta di legge del Movimento 5 Stelle sono elencate le motivazioni in base alla quali si considera “doveroso” sopprimere Equitalia e assegnarne le funzioni all’Agenzia delle Entrate. A partire dalle modalita con cui Equitalia effettua le riscossioni, veri e propri “strumenti vessatori nei confronti di imprese, artigiani e famiglie”: la societa, infatti, “fa lievitare considerevolmente il livello effettivo di tassazione in quanto ai tributi pregressi sono aggiunti le spese di riscossione, le penali e gli interessi che, sommati, arrivano a toccare il tasso d’usura”.

Sotto accusa finisce cioe il complesso dei meccanismi di calcolo / riscossione delle somme dovute: “Il diritto all’aggio e pari al 9 per cento o all’8 per cento per i ruoli emessi dal 1o gennaio 2013; l’interesse di mora e pari allo 0,615 per cento annuo; il diritto delle spese di esecuzione e delle spese di notifica e pari a 5,88 euro; gli interessi sono calcolati con il cosiddetto «metodo alla francese»”. In discussione non vi e la “legalita” di simili pratiche (regolamentate dal codice civile), quanto considerazioni di giustizia ed etica, cui si aggiungono le perplessita sull’operato degli stessi funzionari di Equitalia, avvalorate “dalle testimonianze della stampa e dalle indagini della magistratura”.
Chi si occupera delle riscossioni al posto di Equitalia

Se la proposta grillina fosse accolta, a subentrare integralmente nei diritti e negli oneri relativi alle funzioni di Equitalia sarebbe l’Agenzia delle Entrate, per il tramite della Direzione centrale per la riscossione. E previsto poi uno “scivolo” per i dipendenti di Equitalia, con il 50% che dovrebbe essere assorbito appunto dall’Agenzia delle Entrate (che ingloberebbe interamente il patrimonio e le strutture di Equitalia). Infine, il disegno di legge prevede anche modifiche ai meccanismi di riscossione: in particolare, si legge, “gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati fino alla data di entrata in vigore della legge, fatta eccezione per le cartelle esattoriali in relazione alle quali e stata pronunciata una sentenza passata in giudicato avente ad oggetto i reati di natura fiscale, sono considerati estinti e sono sostituiti dal pagamento di un interesse pari all a misura del tasso Euribor a dodici mesi”. Se la proposta passasse, poi, cambierebbero anche i parametri per il calcolo di more ed interessi, che non potrebbero superare il valore del tasso medio stabilito dalla legge del 7 marzo 1996.

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